Comunicazione pubblica dello sport: strategie per la cittadinanza attiva

Andrés Esteban Marín-Marín
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La comunicazione pubblica è un pilastro fondamentale per garantire un accesso equo allo sport, all’attività fisica e alle attività ricreative, nonché per rafforzare il rapporto tra Stato e cittadini. Nonostante i progressi tecnologici e la diversificazione dei media, le strategie di comunicazione nello sport devono ancora affrontare sfide legate alla frammentazione dei messaggi, alla mancanza di interazione e alla limitata partecipazione dei cittadini. Questo articolo esamina la comunicazione pubblica nella gestione dello sport da una prospettiva situazionale basata sulla Pianificazione Strategica Situazionale (SSP), integrando un approccio socio-tecnico che analizza l’interazione tra attori, media digitali e narrazioni.

Attraverso un’analisi teorica e comparativa, vengono identificate le tendenze chiave nella comunicazione sportiva, come l’uso dell’intelligenza artificiale, dei big data , degli algoritmi, della sostenibilità e della comunicazione inclusiva. Infine, vengono presentate raccomandazioni per ottimizzare la trasparenza, la partecipazione e l’innovazione nella comunicazione sportiva pubblica, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e le politiche locali e globali.

Astratto

La comunicazione pubblica è essenziale per garantire un accesso equo allo sport, all’attività fisica e alle attività ricreative, nonché per rafforzare il rapporto tra Stato e cittadini. Nonostante i progressi tecnologici e la diversificazione dei canali di comunicazione, le strategie di comunicazione sportiva devono ancora affrontare sfide come la frammentazione dei messaggi, l’interazione limitata e il basso coinvolgimento dei cittadini. Questo articolo esamina la comunicazione pubblica nella gestione dello sport da una prospettiva situazionale basata sulla Pianificazione Strategica Situazionale (PES), integrando un approccio socio-tecnico che analizza l’interazione tra attori, media digitali e narrazioni.

Attraverso analisi teoriche e comparative, vengono identificate le tendenze chiave nella comunicazione sportiva, tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale, dei big data , degli algoritmi, della sostenibilità e della comunicazione inclusiva. Infine, vengono proposte raccomandazioni per migliorare la trasparenza, la partecipazione e l’innovazione nella comunicazione pubblica sportiva, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e le politiche locali e globali.

Parole chiave

Comunicazione pubblica, gestione dello sport, partecipazione dei cittadini, governo aperto, strategie di comunicazione.

  1. Introduzione

La comunicazione pubblica nella gestione sportiva è più di una semplice diffusione di informazioni. È un concetto che, una volta implementato, rafforza la coesione sociale, la trasparenza governativa e la partecipazione dei cittadini. In un mondo iperconnesso, in cui la digitalizzazione ha trasformato i modelli di comunicazione tradizionali, gli enti pubblici si trovano ad affrontare la sfida di orientare le proprie strategie verso nuovi scenari mediatici e dinamiche cittadine che richiedono un’interazione più orizzontale e partecipativa.

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto il ruolo dello sport nello sviluppo sostenibile e hanno espresso la necessità di attuare strategie di comunicazione inclusive e accessibili per garantire che tutte le persone, indipendentemente dalla loro posizione geografica o dal loro status socioeconomico, possano beneficiare delle opportunità offerte dall’attività fisica e dalle attività ricreative. Tuttavia, nonostante queste linee guida, in America Latina persistono barriere alla comunicazione pubblica sullo sport, legate alla mancanza di coordinamento interistituzionale, all’esclusione delle comunità e all’uso limitato delle tecnologie emergenti per la gestione della comunicazione.

Da un punto di vista teorico, questo articolo si basa sulla Pianificazione Strategica Situazionale (SSP) di Carlos Matus, un approccio che consente di comprendere la comunicazione pubblica come un processo dinamico e flessibile, in cui l’interazione tra gli attori, l’adattamento ai contesti mutevoli e la combinazione di strumenti tradizionali e digitali sono determinanti per l’efficacia dei messaggi. Include inoltre i contributi di Manuel Castells sulla «società delle reti» e sul potere della comunicazione, insieme a un’analisi delle narrazioni transmediali e dei modelli di comunicazione partecipativa applicati allo sport.

Questo articolo si propone di analizzare come la comunicazione pubblica possa rafforzare la gestione sportiva negli enti pubblici, favorendo relazioni più efficaci con i cittadini. Utilizzando un approccio narrativo e un’analisi teorica, esplorerà le principali sfide e opportunità in questo ambito, individuando strategie innovative che trasformino la comunicazione in uno strumento di partecipazione e empowerment sociale.

  1. Il problema

La gestione della comunicazione pubblica nello sport si trova ad affrontare sfide che ne limitano l’efficacia e l’impatto sui cittadini. In molti casi, la comunicazione si limita alla divulgazione di eventi e risultati amministrativi, senza una strategia chiara che garantisca la continuità del messaggio o il collegamento con la comunità. Inoltre, l’uso di un linguaggio tecnico e inaccessibile ostacola l’appropriazione del messaggio, creando una distanza tra le organizzazioni e la popolazione. La mancanza di inclusione e rappresentatività nei contenuti limita la portata delle campagne di comunicazione, mentre la comunicazione unidirezionale impedisce l’interazione e la partecipazione dei cittadini.

Allo stesso modo, la percezione dell’autopromozione da parte dei funzionari pubblici ne compromette la credibilità, incidendo a sua volta sulla fiducia del pubblico. Un altro problema è la mancanza di metriche e di valutazioni dell’impatto della comunicazione, che rende difficile ottimizzare le strategie. Analogamente, la scarsa preparazione alle crisi di comunicazione e alla disinformazione rappresenta un rischio per la reputazione delle organizzazioni sportive e per la fiducia del pubblico nel settore.

  1. Metodologia utilizzata

Per questa analisi della comunicazione pubblica nella gestione dello sport, del tempo libero e dell’attività fisica negli enti pubblici, è stata utilizzata una metodologia basata su una revisione bibliografica e teorica. Questo approccio ha permesso un esame qualitativo di concetti, modelli di comunicazione applicati in ambito sportivo e strategie che si sono dimostrate efficaci nell’interazione tra enti governativi e cittadini.

La revisione della letteratura ha incluso fonti di riferimento in materia di comunicazione pubblica, gestione sportiva e partecipazione dei cittadini, nonché la Costituzione colombiana, la Legge 181 del 1995, la Legge 1712 del 2014, la Carta Internazionale dell’UNESCO per l’Educazione Fisica e lo Sport e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). È stata inoltre integrata la Pianificazione Strategica Situazionale (PSS), consentendo un approccio socio-tecnico che considera la comunicazione come un processo dinamico.

  1. Concettualizzazione della comunicazione pubblica e sportiva

La comunicazione pubblica è un pilastro fondamentale nella gestione dello sport, del tempo libero e dell’attività fisica negli enti pubblici. La sua corretta attuazione rafforza il rapporto tra Stato e cittadini, garantendo l’accesso alle informazioni, la partecipazione attiva e lo sviluppo di politiche sportive inclusive. Tuttavia, il suo impatto va oltre la trasmissione di messaggi. Come afferma Castells (2009), «la comunicazione è la condivisione di significati attraverso lo scambio di informazioni» (p. 87). Ciò implica un’interazione dinamica tra molteplici attori all’interno di un ecosistema sociale, culturale e tecnologico.

In questo modo, lo sport acquisisce un valore strategico nella comunicazione pubblica. Come affermato nell’articolo 52 della Costituzione politica colombiana (1991), l’accesso allo sport e alle attività ricreative è un diritto fondamentale, il che rende la sua promozione un dovere dello Stato. La Legge 181 del 1995, nota come Legge sullo Sport, rafforza questa idea stabilendo che le politiche pubbliche devono garantire un accesso equo e incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle attività sportive e ricreative (Congresso Colombiano, 1995). Queste leggi sono allineate a principi universali, come la Carta Internazionale dell’Educazione Fisica, dell’Attività Fisica e dello Sport dell’UNESCO (2015), che riconosce la comunicazione come mezzo essenziale per democratizzare l’accesso allo sport e promuovere valori di inclusione, equità e benessere sociale.

Per questo motivo, è essenziale distinguere tra comunicazione pubblica e comunicazione istituzionale. La comunicazione pubblica, come spiega Ladrón de Guevara (2020), è intesa come «l’insieme delle azioni e degli strumenti comunicativi a disposizione delle amministrazioni statali per entrare in contatto con i cittadini» (p. 30). Analogamente, Campillo (2010) sottolinea che «la sua funzione non è semplicemente quella di informare, ma deve fungere da strumento per garantire la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e responsabilizzarli delle proprie scelte personali in un contesto democratico» (p. 49). Pertanto, l’approccio alla comunicazione pubblica è inclusivo e mira a rafforzare l’accesso all’informazione, la trasparenza e l’esercizio della democrazia partecipativa.

La comunicazione istituzionale, dal canto suo, si concentra sulla gestione dell’immagine, della reputazione e del posizionamento di un’entità all’interno dell’ecosistema pubblico o privato (Rodrich-Portugal, 2012), e questo non è estraneo al mondo dello sport. Può includere la promozione dei risultati di un’istituzione, il rafforzamento del suo riconoscimento e la gestione delle sue relazioni con gli stakeholder strategici. La confusione tra questi concetti può portare a strategie di comunicazione che privilegiano l’immagine dell’istituzione rispetto alla partecipazione dei cittadini, minando la fiducia e la credibilità nella gestione pubblica dello sport.

Le organizzazioni sportive pubbliche utilizzano spesso strategie di comunicazione istituzionali anziché pubbliche, concentrando i propri sforzi sull’autopromozione di funzionari o amministrazioni piuttosto che sulla facilitazione di una reale interazione con i cittadini. Ciò può generare una percezione negativa nella società, dove le campagne di comunicazione sono viste come strategie di marketing politico piuttosto che come strumenti per rafforzare il diritto allo sport e alla ricreazione.

Un altro elemento di questa distinzione è l’uso dei canali di comunicazione. Mentre la comunicazione istituzionale tende a concentrarsi sui media ufficiali e sul discorso strutturato, la comunicazione pubblica dovrebbe utilizzare canali più accessibili e più vicini ai cittadini. In questo senso, l’uso di social network, piattaforme digitali e narrazioni transmediali è essenziale per ottenere una maggiore interazione e partecipazione. Castells (2009) sottolinea che «la convergenza di Internet e delle comunicazioni wireless ha portato allo sviluppo di reti di comunicazione interattive orizzontali che collegano il locale e il globale in qualsiasi momento» (p. 101). Applicato allo sport, ciò significa che le strategie di comunicazione dovrebbero sfruttare questi strumenti per generare dialoghi in tempo reale e promuovere la titolarità dei cittadini nelle iniziative sportive.

In quest’ottica, la comunicazione pubblica è essenziale per la costruzione della cittadinanza e il consolidamento delle società democratiche. La sua funzione va oltre l’informazione o la diffusione di messaggi istituzionali: implica la generazione di dialogo e la costruzione di significati condivisi che consentano ai cittadini di esercitare il loro diritto all’informazione e alla partecipazione.

Come afferma Ladrón de Guevara (2023), «la comunicazione pubblica è la possibilità di utilizzare strumenti e mezzi affinché un’istituzione generi socializzazione tra i suoi abitanti, permettendo loro di essere ascoltati e dando importanza alle loro opinioni» (p. 42). Da questa prospettiva, la comunicazione pubblica non deve essere intesa come un processo unidirezionale in cui lo Stato trasmette informazioni alla società, ma piuttosto come un modello di comunicazione circolare e multidirezionale che coinvolge diversi attori nella generazione e diffusione della conoscenza. Ciò coincide con quanto sottolinea Martín-Barbero (1986), il quale sostiene che la comunicazione è uno spazio di mediazione in cui si articolano diversi discorsi, identità e relazioni di potere.

Nella gestione dello sport, la comunicazione pubblica è fondamentale per democratizzare l’accesso allo sport e alle attività ricreative. La Legge 181 del 1995 stabilisce che la promozione dello sport deve basarsi su criteri di equità e partecipazione, pertanto le strategie di comunicazione devono garantire che le informazioni raggiungano tutti i settori della società, in particolare quelli storicamente esclusi da questi spazi. Questo principio è in linea con la visione della Carta Internazionale per l’Educazione Fisica e lo Sport dell’UNESCO (2015), che sottolinea la necessità che gli Stati adottino strategie di comunicazione inclusive per rafforzare la partecipazione allo sport. Inoltre, la comunicazione deve essere uno strumento per rafforzare il tessuto sociale e costruire l’identità collettiva.

La comunicazione sportiva è un campo specialistico della comunicazione che si concentra sulla diffusione, promozione e gestione di contenuti relativi allo sport e al tempo libero. La sua importanza risiede nella capacità di mobilitare i cittadini, generare identità collettiva e rafforzare la cultura sportiva nella società. Arango-Forero (2005) sottolinea che i giochi e gli sport hanno una forte componente simbolica e culturale, quindi la loro comunicazione deve andare oltre la mera diffusione di eventi e risultati istituzionali.

Da parte sua, Medina-Pérez (2013) indica che «se partiamo dal contesto della modernità, secondo cui lo sport deve contribuire alla formazione dei cittadini e all’identità nazionale, e se da diversi anni gli esseri umani si trovano in una società di mercato che privilegia il consumo e concepisce lo sport come un’industria» (p. 172), lo sport deve essere visto attraverso narrazioni condivise che trascendono la sfera competitiva. In questo percorso, la comunicazione sportiva deve essere integrata come componente strategica nella gestione pubblica dello sport.

Come afferma Rojas-Torrijos (2014), il giornalismo si è trasformato, «al punto da diventare attualmente il prodotto informativo con la maggiore portata sociale e il più richiesto e consumato in molti paesi dell’Europa meridionale e dell’America Latina, sia nella stampa tradizionale, nella radio e nella televisione, sia nei nuovi media digitali» (p. 181), dove i contenuti sono articolati su più piattaforme e formati, consentendo una maggiore interazione con il pubblico. Questo approccio è essenziale per gli enti pubblici, poiché facilita l’accesso alle informazioni e promuove la partecipazione attiva dei cittadini alle iniziative sportive.

Da parte sua, Ballesteros-Herencia (2021) sottolinea che la comunicazione nello sport «ha un grande impatto sulla società e sull’economia odierne» (p. 163), il che significa che i dipartimenti di comunicazione devono sempre interrogarsi sulle loro relazioni con il pubblico interno ed esterno. Allo stesso modo, è importante sottolineare l’impatto delle nuove tecnologie sulla comunicazione sportiva. Ballesteros-Herencia (2021) afferma inoltre che «le organizzazioni sportive devono tenere conto del fatto che Internet ha cambiato il modo in cui il pubblico assimila le informazioni» (p. 163).

In questo contesto, e come sottolinea Medina-Pérez (2013), è essenziale riconoscere che Internet, direttamente o indirettamente, è stato il filo conduttore di molte delle trasformazioni nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, come ribadisce Castells (2009): «la diffusione di Internet e delle comunicazioni wireless ha decentralizzato le reti di comunicazione, consentendo molteplici punti di ingresso nella rete delle reti» (p. 111). Ciò ha trasformato il modo in cui gli enti pubblici comunicano in ambito sportivo, ampliando le possibilità di interazione con i cittadini attraverso social network, piattaforme di streaming e applicazioni mobili.

  1. Assi strategici della comunicazione pubblica dello sport

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) (2015) ha affermato che l’accesso allo sport e alle attività ricreative è un diritto fondamentale e che la sua promozione deve essere realizzata secondo i principi di equità e inclusione. Per questo motivo, la comunicazione garantisce che le informazioni sui programmi sportivi raggiungano l’intera popolazione e che esistano meccanismi che consentano il feedback e la partecipazione dei cittadini alla formulazione delle politiche sportive pubbliche.

Allo stesso modo, l’esperienza dei cittadini con la comunicazione sportiva pubblica è essenziale per valutare l’impatto delle strategie di comunicazione. Non basta semplicemente trasmettere informazioni; è necessario generare un processo in cui i cittadini si sentano ascoltati, rappresentati e motivati ​​a interagire con le istituzioni sportive. In questo modo, le narrazioni transmediali consentono la costruzione di comunità attorno allo sport, facilitando spazi di dialogo e collaborazione.

Governo aperto e trasparenza nella comunicazione sportiva

Un governo aperto promuove la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e la collaborazione tra Stato e società nella gestione pubblica (García-García, 2014). Nel settore sportivo, l’attuazione di strategie di governo aperto è essenziale per garantire che le politiche e le risorse destinate alla ricreazione e all’attività fisica siano gestite in modo efficiente e a beneficio dei cittadini.

La comunicazione pubblica facilita l’accesso alle informazioni e genera meccanismi di interazione che rafforzano la fiducia nella gestione dello sport. Noveck (2014) sostiene che l’open government non riguarda solo la pubblicazione di dati, ma anche la creazione di canali che consentano l’interazione tra cittadini e Stato nel processo decisionale. Ciò implica che gli enti pubblici debbano andare oltre la semplice diffusione di informazioni sui programmi sportivi e creare spazi in cui i cittadini possano conoscere, discutere e valutare le azioni governative in questo settore.

In Colombia, la Legge 1712 del 2014 sulla Trasparenza e l’Accesso alle Informazioni Pubbliche stabilisce che tutti gli enti statali devono garantire il diritto dei cittadini a conoscere e accedere alle informazioni sulla gestione delle risorse pubbliche (Congresso della Repubblica, 2014). Ciò significa che le informazioni sugli investimenti infrastrutturali, sui programmi di promozione sportiva e sull’allocazione delle risorse devono essere disponibili in modo chiaro, accessibile e comprensibile per l’intera popolazione. Tuttavia, in molti casi, questi dati vengono comunicati in formati inaccessibili, utilizzando una terminologia tecnica o senza adeguati meccanismi di consultazione dei cittadini. Oltre alla pubblicazione delle informazioni, la trasparenza nella comunicazione sportiva richiede l’implementazione di meccanismi di rendicontazione e monitoraggio da parte dei cittadini.

Eaves (2009) sostiene che l’accesso ai dati è prezioso solo se vengono creati meccanismi che ne consentano l’analisi, la discussione e l’applicazione nel processo decisionale. Ciò significa che gli enti responsabili della gestione sportiva devono creare spazi di partecipazione in cui i cittadini possano esprimere le proprie preoccupazioni, formulare proposte e monitorare le politiche attuate.

Dal punto di vista della comunicazione digitale, la trasparenza nella gestione sportiva deve considerare anche l’interazione sui social media e sulle piattaforme tecnologiche. Castells (2009) sottolinea che «la comunicazione digitale ha decentralizzato l’accesso alle informazioni, consentendo a più attori di partecipare alla costruzione del discorso pubblico» (p. 111). Ciò implica che le entità sportive dovrebbero utilizzare strumenti come trasmissioni in diretta, forum online e consultazioni dei cittadini sui social media per rafforzare la trasparenza e promuovere una comunicazione più aperta e bidirezionale.

Approccio socio-tecnico nella comunicazione sportiva

Come affermato in precedenza, la comunicazione sportiva negli enti pubblici deve essere intesa come un processo dinamico in cui interagiscono diversi fattori sociali, tecnologici e politici. Un approccio socio-tecnico ci permette di concepire la comunicazione pubblica come un sistema in cui la tecnologia, gli attori coinvolti e le dinamiche sociali influenzano il modo in cui le informazioni vengono prodotte, diffuse e assimilate dai cittadini.

Thomas, Becerra e Bidinost (2019) sottolineano che “tutte le dinamiche di co-costruzione avvengono nel quadro di alleanze socio-tecniche eterogenee” (p. 128), ovvero che in ogni processo vi sono legami con diversi attori, come suggerisce Lévy (2007), il quale sostiene che “i sistemi culturali non sono estranei ai sistemi tecnologici o ai sistemi sociali, né vi è alcuna ragione di considerare tecnologia, cultura e società come entità separate” (p. 15).

Si tratta quindi di reti interconnesse in cui attori – umani e non umani – partecipano alla costruzione della realtà. Applicato alla comunicazione sportiva, ciò significa che messaggi e strategie di diffusione non possono essere progettati isolatamente, ma devono considerare strumenti tradizionali e digitali, comunità, strutture di potere e mezzi di interazione esistenti, per costruire alleanze basate sulla fiducia e reti collaborative tra enti pubblici, attori privati, comunità sportive e cittadini.

Pertanto, l’approccio socio-tecnico alla comunicazione sportiva consente di comprendere le interazioni tra tecnologia, attori e dinamiche sociali nella costruzione di strategie di comunicazione efficaci. Per rafforzare la gestione sportiva negli enti pubblici, è essenziale adottare modelli flessibili e adattivi, sfruttare l’ecosistema mediatico esistente per il coinvolgimento dei cittadini e costruire reti collaborative che amplino l’impatto dei messaggi e l’appropriazione delle informazioni da parte della società.

Pianificazione strategica situazionale nella comunicazione sportiva

Da una prospettiva socio-tecnica, la pianificazione strategica nella comunicazione sportiva deve considerare l’interazione tra tecnologia, attori sociali e politiche pubbliche. Matus (1996), con il suo modello di Pianificazione Strategica Situazionale (SSP), propone che la comunicazione debba essere flessibile, adattiva e focalizzata sulla risoluzione di problemi specifici. Questo modello si concentra sul processo decisionale in contesti complessi, coinvolgendo molteplici attori con interessi diversi. La sua applicazione alla comunicazione pubblica sportiva consente la progettazione di strategie flessibili e adattive in cui la pianificazione risponde ai problemi reali dei cittadini e incoraggia la loro partecipazione attiva alla gestione sportiva.

Matus (1993) sostiene che la PES differisce dalla pianificazione tradizionale in quanto non si basa su una rigida sequenza di azioni predeterminate, suddivise in fasi o stadi, ma piuttosto sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente. Ciò implica che la comunicazione nello sport debba essere concepita per fasi e progettata come un processo dinamico, in cui l’interazione con la comunità e l’analisi delle condizioni contestuali consentano un continuo adattamento delle strategie.

Un altro aspetto affrontato dall’autore è la definizione di scenari e strategie di risposta, che consentono alla pianificazione di considerare alternative a situazioni impreviste. «Tale pianificazione deve essere progettata in quattro fasi: Esplicativa (quando gli attori esprimono i loro problemi e bisogni); Normativa (come dovrebbero essere le cose); Strategica (l’articolazione di ciò che dovrebbe essere con ciò che può essere); e Tattico-operativa (l’azione o l’agire, il fare)» (Marín-Marín, 2024).

D’altro canto, e da tenere a mente, Castells (2009) afferma che «la capacità delle reti di introdurre nuovi attori e nuovi contenuti nel processo di organizzazione sociale, con relativa indipendenza dai centri di potere, è aumentata con il cambiamento tecnologico» (p. 48). Ciò implica che le strategie di comunicazione nello sport debbano sfruttare il potenziale delle tecnologie per decentralizzare le informazioni e consentire una maggiore interazione con i cittadini. Tecnologia che si comprende da un approccio socio-tecnico: tecnologia artefattuale, tecnologia di processo e tecnologia organizzativa (Thomas, Becerra e Bidinost, 2019).

Definizione degli obiettivi e segmentazione del pubblico

Uno dei primi passi nella pianificazione strategica della comunicazione sportiva è la definizione di obiettivi chiari e misurabili. Questi obiettivi devono essere allineati alle politiche pubbliche e, soprattutto, rispondere ai bisogni e alle aspettative della comunità. Inoltre, è fondamentale segmentare il pubblico per progettare messaggi appropriati per ogni fascia di popolazione.

Come osserva Castells (2009), «la digitalizzazione ha permesso la personalizzazione della comunicazione, rendendo più facile adattare i messaggi agli interessi specifici di ciascun pubblico» (p. 101). Nel caso dello sport, le strategie di comunicazione devono considerare fattori quali età, genere, status socioeconomico e le diverse esigenze e abitudini di consumo delle informazioni dei diversi segmenti della popolazione.

  1. Tendenze nella comunicazione sportiva

Tra le principali tendenze nella comunicazione sportiva ci sono la comunicazione espansa e transmediale, l’interazione nel mondo reale e digitale, l’uso di piattaforme digitali specializzate, l’accessibilità, l’inclusione e la sostenibilità, l’uso di strumenti di intelligenza artificiale, la personalizzazione dei contenuti, l’uso dei big data per il processo decisionale strategico e gli algoritmi per la distribuzione dei contenuti.

La comunicazione estesa si basa sull’idea che i messaggi sportivi debbano essere progettati per più piattaforme, consentendo ai cittadini di accedere alle informazioni in modo flessibile e personalizzato. Tuttavia, come sottolinea Scolari (2013), la comunicazione transmediale non si limita alla riproduzione dello stesso contenuto su canali diversi, ma si concentra piuttosto sulla comunicazione transmediale, in cui la narrazione è frammentata e distribuita strategicamente su diversi formati e media.

Inoltre, l’autore sottolinea che le narrazioni transmediali consentono al pubblico di partecipare attivamente alla costruzione della storia. Nel settore dello sport pubblico, ciò implica la combinazione di media tradizionali, social network, trasmissioni in diretta, piattaforme interattive e strategie partecipative in cui i cittadini diventano co-creatori di contenuti. Una delle principali sfide della comunicazione espansa e transmediale è la necessità di generare contenuti unici per ogni piattaforma (Marín-Marín, 2017).

La comunicazione sportiva dovrebbe facilitare l’interazione tra istituzioni e cittadini, combinando spazi di partecipazione in presenza con strumenti digitali che ampliano la portata dei messaggi. Un’altra tendenza è l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nella comunicazione sportiva, che ha permesso una migliore personalizzazione dei messaggi e un’interazione più efficace con i cittadini. Noveck (2023) suggerisce che l’IA può essere utilizzata per rafforzare la comunicazione pubblica, migliorando l’efficienza della distribuzione delle informazioni e la personalizzazione dei messaggi.

Gli algoritmi sono fondamentali per il modo in cui i cittadini distribuiscono e fruiscono delle informazioni sportive. Piattaforme come Facebook , Instagram , X , TikTok e YouTube utilizzano sistemi di raccomandazione basati sull’intelligenza artificiale che danno priorità a determinati contenuti rispetto ad altri, influenzando così l’accesso alle informazioni sui programmi sportivi.

Allo stesso modo, la sostenibilità è diventata una questione centrale nella gestione dello sport e deve riflettersi nelle strategie di comunicazione pubblica. L’UNESCO (2023) ha sottolineato l’importanza di promuovere pratiche sostenibili negli eventi sportivi e nelle attività ricreative, riducendo l’impatto ambientale e incoraggiando l’uso responsabile delle risorse.

  1. Conclusioni e raccomandazioni

La comunicazione pubblica nella gestione dello sport, del tempo libero e dell’attività fisica negli enti pubblici non deve solo servire a informare, ma deve anche consolidarsi come meccanismo strategico per la partecipazione, l’integrazione sociale e la trasformazione culturale. Da una prospettiva locale, è stato dimostrato che la pianificazione della comunicazione nel settore sportivo in Colombia si trova ad affrontare sfide strutturali, come la frammentazione dei messaggi, la mancanza di coordinamento interistituzionale e la limitata titolarità dei cittadini nelle politiche sportive.

Tuttavia, queste sfide non sono esclusive del contesto colombiano; riflettono le complessità globali della comunicazione pubblica sullo sport, legate all’accesso equo alle informazioni, alla digitalizzazione e alla democratizzazione della comunicazione nelle società iperconnesse.

La pianificazione strategica della situazione nella comunicazione sportiva dovrebbe includere diversi strumenti e tattiche per garantire che i messaggi raggiungano efficacemente il pubblico. Questi strumenti includono:

  • Comunicati stampa e media tradizionali: sebbene le piattaforme digitali abbiano acquisito importanza, i media tradizionali come radio, televisione e giornali restano essenziali per diffondere informazioni nelle comunità con accesso limitato a Internet.
  • Social media e piattaforme digitali: i social media consentono una più stretta interazione con i cittadini, facilitando la diffusione di informazioni in tempo reale e la creazione di comunità attorno allo sport.
  • Strategie di storytelling e narrazioni visive: la comunicazione nello sport deve basarsi su narrazioni che generino emozioni e creino un legame con i cittadini. L’uso di video, testimonianze e campagne audiovisive può rafforzare l’impatto dei messaggi e promuovere la partecipazione dei cittadini alle politiche sportive.
  • Spazi per la partecipazione e la consultazione dei cittadini: la comunicazione non dovrebbe essere unidirezionale. È necessario creare spazi in cui i cittadini possano esprimere le proprie opinioni, formulare suggerimenti e partecipare al processo decisionale relativo ai programmi sportivi.
  • Rafforzare l’accesso equo alle informazioni sportive: si raccomanda di adottare approcci di comunicazione accessibili, garantendo che le popolazioni vulnerabili possano ricevere informazioni pertinenti sui programmi e sulle opportunità nel settore sportivo.
  • Implementazione di strategie transmediali: la combinazione di social media, piattaforme digitali e media tradizionali amplierà la portata dei messaggi e genererà una maggiore interazione con i cittadini.
  • Utilizzo di strumenti tecnologici per misurare l’impatto: l’implementazione di big data , intelligenza artificiale e analisi digitale ci consentirà di valutare l’efficacia delle strategie di comunicazione e di apportare modifiche sulla base di dati accurati e aggiornati.
  • Integrare la comunicazione pubblica sullo sport nelle politiche di sostenibilità: è essenziale che le strategie di comunicazione nello sport includano messaggi sulla responsabilità ambientale e sullo sviluppo sostenibile, in linea con i principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
  • Garantire trasparenza e responsabilità nella gestione sportiva: i cittadini devono avere accesso a informazioni chiare e verificabili sugli investimenti nelle infrastrutture sportive, sull’uso delle risorse pubbliche e sull’efficacia delle politiche attuate.

Pertanto, la comunicazione pubblica applicata allo sport deve rispettare tre principi essenziali: accessibilità, partecipazione e trasparenza. In primo luogo, deve garantire che tutti i cittadini, indipendentemente dal loro status sociale o dalla loro posizione geografica, abbiano accesso alle informazioni sui programmi sportivi e ricreativi. In secondo luogo, deve incoraggiare la partecipazione dei cittadini alla formulazione e all’attuazione delle politiche sportive, creando spazi di riflessione e responsabilità condivisa. Infine, deve garantire la trasparenza nella gestione delle risorse destinate allo sport, evitando l’uso della comunicazione per scopi politici o di autopromozione istituzionale.

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Periodista, especialista en Gerencia de la Comunicación con Sistemas de Información, magíster en Comunicación, maestrando en Ciencia, Tecnología y Sociedad de la Universidad Nacional de Quilmes (Argentina), exárbitro de fútbol, Líder Catalizador de la Innovación Pública y profesor universitario.
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